
La Tassa sui Rifiuti (Tari) rappresenta un onere significativo per le famiglie italiane e, secondo un recente studio condotto dal Servizio Stato Sociale, Politiche Fiscali e Previdenziali della Uil, Reggio Calabria si colloca tra le città con i costi più elevati. Con una media di 486,85 euro all’anno per un nucleo familiare tipo, la città calabrese si posiziona al settimo posto nella classifica nazionale.
L’indagine ha messo in luce non solo le disparità tra le varie province italiane, ma ha anche evidenziato un aumento generalizzato della Tari in tutto il Paese. La città di Pisa detiene il primato negativo, con una tassa media di 594,85 euro, seguita da Brindisi e Trapani. Al contrario, La Spezia si distingue come la città con la Tari più bassa, con soli 170 euro all’anno.
Per contestualizzare i dati, l’analisi ha considerato un nucleo familiare composto da quattro persone e con un reddito Isee di 25.000 euro, evidenziando come le tariffe siano influenzate da vari fattori, tra cui la dimensione dell’abitazione e i servizi di raccolta dei rifiuti.
Nella classifica delle città metropolitane, Reggio Calabria è superata solo da Genova e Napoli, con costi che rimangono superiori alla media nazionale di 337,77 euro. Tale situazione solleva interrogativi sulla gestione dei rifiuti e sull’efficienza dei servizi offerti, rendendo necessario un approfondimento sulle politiche locali e sull’implementazione di strategie per ridurre i costi a carico dei cittadini.
In un contesto in cui la spesa per la Tari continua a gravare pesantemente sui bilanci familiari, è fondamentale che le amministrazioni comunali valutino misure per ottimizzare la gestione dei rifiuti e garantire un servizio efficiente, contribuendo così a migliorare la qualità della vita dei cittadini e a promuovere un ambiente urbano più sostenibile.